A Treviso ha aperto Pierre Trattoria Sartoriale

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Alcuni di voi ricorderanno Pierre, il singolo che i Pooh pubblicarono nel 1976, da un lato promotore di un nuovo pensiero, dall’altro nota stonata per le menti più ottuse di quegli anni (e anche dei nostri anni, ad essere sinceri). 

Il testo della canzone tratta con delicatezza e sensibilità i temi dell’omofobia e dell’omosessualità; prende questi termini e li sviscera senza troppe remore, con stile.

Le fondamenta del progetto

Si ispira anche a questo brano Pierre Trattoria Sartoriale, la nuova insegna in apertura a Treviso, a pochi passi dalle mura, guidata da Luca Tartaglia e Nicolò De Pol.

Un riferimento che parrebbe ambizioso, ma che in fin dei conti esprime una forza positiva, quella dei giovani della ristorazione, decisi a perforare gli schemi e a scansare i giudizi, come vi stiamo raccontando nelle ultime settimane.

“Non vogliamo far scalpore con questo nome, semplicemente rappresentare il nostro pensiero. Il valore di questa canzone è stato uno spunto. Pierre in sostanza è il nostro spirito libero che non ha timore ad esprimersi per quello che è” così ci introduce Nicolò De Pol che si occuperà della sala e delle cantina.

Nicolò ha un trascorso fedele al mondo dolce, con un curriculum che spizzica tra varie pasticcerie d’alta scuola nel veneziano, poi con Corrado Fasolato e Paola Bagotto al Met dell’hotel Metropol e infine  sfocia nell’ultima, importante esperienza, da Zanze XVI, in Sestiere Santa Croce. 

“Da Zanze XVI ho conosciuto Luca, un professionista che sa pescare dalle sue importanti esperienze francesi infilandoci il tono giusto del territorio e delle tradizioni. Ha una mano pulita ed esperta. Trovare la quadra perfetta tra cucina e sala è una rarità; noi abbiamo avuto la fortuna di incontrarci, stimolarci a vicenda e abbiamo deciso di disegnare un progetto assieme. La nostra trattoria sartoriale avrà una prerogativa: capire il cliente e accoglierlo nel senso più accogliente, scusami il gioco di parole, del termine”.

Da Venezia a Treviso, passando per la Francia

“Venezia si è rivelata un’ottima palestra. Spazi ristretti, clientela più variegata che in qualsiasi altra città e l’obbligo di essere sempre sul pezzo, duttili e precisi tra i tavoli e nel modo di presentarsi. Quando vi accennavo dell’accoglienza vera e propria delle persone mi riferivo ad una scelta precisa – continua Nicolò – I nostri clienti potranno sedersi, esprimere le loro preferenze e lasciarci fare. Concorderemo assieme il percorso di assaggi che varierà in base alle stagioni e alle disponibilità, restando nel range dalle quattro alle dieci portate, ma senza schemi. Vuoi tre primi? Vuoi tre dolci? Saremo pronti. Ecco perché trattoria: è l’accento informale di Pierre e il suo volersi mettere in discussione ad ogni servizio ascoltando cosa desidera l’ospite”.

Luca, invece, attinge da una lunga permanenza dal tristellato Astrance di Pascal Barbot. L’altro elemento caratterizzante di Pierre sarà proprio il tre d’union tra Francia, Italia e produzioni dal mondo. 

“Ci affideremo perlopiù a produttori locali, non per ricalcare uno standard ma perché ci piacciono proprio” – ci racconta Luca. “La carne proviene da un allevatori della zona, così come gli ortaggi; il pesce lo acquisteremo dai mercati di Venezia, per buona abitudine; insomma le materie prime saranno tutte eccellenze italiane. Però…però… utilizzerò i sali dalla Normandia, il grasso d’oca francese, proporrò il burro salato in alcuni piatti. La Francia ha segnato parecchio il mio gusto, non solo l’approccio tecnico. Non ci faremo mancare altri ingredienti internazionali, come il miso dal Giappone, gli scampi dalla Scozia e tutti gli stimoli dal mondo a cui lasceremo libera incursione. Ho voglia di offrire a Treviso una cucina nuova, divertente per tanti versi, che non ha timore di associare, condividere e accogliere pensieri con chi è seduto al tavolo”.

Nicolò e Luca stanno aprendo in questi giorni (il menu di Pasqua è già disponibile al sito) con il penality della chiusura forzata per il pubblico, a causa delle restrizioni. Quando potranno aprire a tutti gli effetti troverete un locale per nulla austero, leggero negli spazi e negli arredi, di cui molti recuperati dagli ambienti della precedente insegna. 

Poi troverete un bancone che consentirà di pranzare, cenare o prendere un calice, in totale informalità. E ancora la sala, con una trentina di coperti, la cucina a vista. E dunque, per concludere, una trattoria sartoriale che non bada ai giudizi ma solo al dialogo con chi ha voglia di fidarsi della primavera della ristorazione.

Giulia Zampieri

Viale dei Mille, 1 C

31100 Treviso

Tel. 0422 541022

www.pierretrattoriasartoriale.com

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