5 esperienze gastronomiche da vivere sulle Dolomiti Paganella

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Montagne, laghi, antichi borghi e tante cose buone da bere e mangiare: il territorio di Dolomiti Paganella ha la risposta a ogni desiderio dei suoi visitatori, sia in estate che in inverno. Qui l’enogastronomia affonda le sue radici in una tradizione secolare. Per questo abbiamo deciso di raccontarvi 5 esperienze da vivere con posate e bicchiere tra le mani, tra la Piana Rotaliana Königsberg e il borgo di San Lorenzo Dorsino. Torrefazioni, cantine, distillerie, passando per birre, asparagi sidro di mele e l’esplosiva Ciuìga: siete pronti a questa escursione nel gusto?

  1. A tutto volume (alcolometrico). La Piana Rotaliana Königsberg è uno degli angoli di Trentino più vocati alla coltivazione della vite. Il terreno arrichisce i vini con aromi pregiati, dando vita ad eccellenze territoriali come il bianco Nosiola Trentino DOC, lo Spumante Trento DOC Metodo Classico o il Teroldego Rotaliano DOC, un rosso considerato il protagonista indiscusso dell’enologia trentina. Ci sono oltre cinquanta cantine da visitare, tutte dotate di un ottimo percorso di degustazione. Ampio spazio anche agli amanti della grappa con visite in distilleria. Per tutti gli appassionati, inoltre, ogni due anni viene organizzata l’iniziativa Incontri Rotaliani, tra gli eventi più significativi del panorama vitivinicolo regionale, dedicata alla valorizzazione del Teroldego Rotaliano e del suo territorio d’elezione.
  2. In Trentino sanno fare anche il caffè. Strano a dirsi, ma questa regione continua a stupire. Infatti, il Trentino ha tra le sue eccellenze anche il caffè. A raccontare questo prodotto sono due realtà locali che hanno trasformato la Piana Rotaliana Königsberg in un punto di riferimento regionale per gli amanti di questa bevanda e per i professionisti. Da una parte, in località Zambana, c’è I Druper, una torrefazione artigianale che, grazie alla sua Accademia accreditata SCA (Specialty Coffee Association Italiana), è punto di riferimento per la formazione dei baristi e per tutti gli appassionati. I Druper offre anche percorsi di formazione e degustazione. Dall’altra c’è la Torrefazione Caffè Adler di Lavis, un’impresa familiare nata nel 1981 e radicata nelle tradizioni che organizza visite guidate e corsi di formazione per scoprire oltre all’arte del caffè, anche quella del latte.
  3. Sidro e birra artigianale. La Piana Rotaliana Königsberg è anche territorio di mele. Qui si coltivano dalle Granny Smith alle Fuji, passando per le Golden Delicious e le Gala. I frutti, allevati seguendo le linee guida della produzione integrata, sono riconoscibili anche per il marchio IGP Mele del Trentino. Oltre a gustarle in golosi strudel, le mele si trasformano in sidro, grazie all’attività di Apple Blood Cider, a Nave San Rocco, un’azienda che propone anche visite guidate al meleto e al laboratorio. A questo si aggiunge la birra artigianale realizzata da tre diversi birrifici locali (Birra del Bosco, Nerobrigante e Maso Alto) con malto, luppolo, lievito e acqua di montagna per mantenere ancora più saldo il legame con il territorio.
  4. A caccia di asparagi bianchi. Siamo a Zambana, che non è ricordata solo per il caffè, ma anche per la sua locale eccellenza: l’asparago bianco. Diverso dagli asparagi classici oltre che per il colore, questo ortaggio ha un sapore più delicato, è più tenero e ha meno fibra. Coltivato fin dall’inizio dell’Ottocento e tipico del periodo tra aprile e maggio, ma disponibile tutto l’anno sottolio o in agrodolce, questo ortaggio vanta anche un interessante primato: è stato il primo tra gli asparagi bianchi ad essere inserito fra i Prodotti dell’Arca del Gusto – Slow Food e nell’Atlante dei prodotti tradizionali del Trentino. Durante la primavera ci si può unire alla raccolta, aggiungendo anche un percorso di degustazione insieme ad esperti asparagicoltori
  5. Assaggiare la Ciuìga a San Lorenzo. La Ciuìga è un insaccato preparato con rape bianche e caratterizzato da un gusto unico e pungente. Tipica dell’area di San Lorenzo, oggi questa preparazione presidio Slow Food rappresenta un’antica tradizione contadina della zona. Infatti, in passato, le famiglie meno abbienti vendevano le parti migliori del maiale e utilizzavano quelle meno nobili, insieme ad altri prodotti locali come le rape, per realizzare l’insaccato e sfruttare ogni parte dell’animale. Una perfetta ricetta anti-spreco. Per tenere viva la tradizione di questo prodotto tipico del territorio, dal 30 ottobre al 1° novembre San Lorenzo in Banale, uno dei Borghi più belli d’Italia, ospita la Sagra della Ciuìga, una tre giorni di festa, tra il goloso e il folkloristico, che celebra questo prodotto dalla storia affascinante.

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